L’appetito vien curiosando…la Paella

La nostra Paella dello Chef, non è un semplice piatto. 

E’ la storia di un’amicizia.

E’ la storia di un viaggio.

E’ il risultato di un percorso alla ricerca del diverso. Il viaggio dove la curiosità incontra il sapore, l’arte e la passione verso le proprie tradizioni.

Faccio lo Chef da molti anni  e creare l’arte con il cibo si può dire che è la mia più grande passione.  Mi piace cercare l’arte in ogni prodotto un po’ come i grandi scultori che nel pezzo di marmo vedono già l’opera d’arte da liberare.

Mi piace apporre novità alle mie creazioni  e le cerco sempre, ma succede che ogni tanto sono le novità che trovano me.

Fu proprio durante un pranzo abbastanza affollato di un caldo Luglio, che vidi correre verso di me una graziosissima bambina dai capelli riccissimi che le coprivano il volto impaurito. La bambina  parlava in spagnolo e nonostante la padronanza del mio spagnolo sia abbastanza maccheronica capisco che la piccola ha perso di vista i genitori.

Come darle torto!

La sala è piena e la piccola non riesce a vedere oltre le sagome alte delle persone.

Intenerito cerco di calmarla e con un po’ di pazienza riusciamo a trovare il tavolo dei suoi genitori.

Esteban, il padre, non finisce di ringraziarmi e mentre coccola sua figlia, mi racconta che sono una famiglia spagnola, che ha scelto di passare le vacanze nei dintorni di Guardia per trovare dei parenti.

Fin da subito si crea un bellissimo rapporto e i giorni successivi Esteban e la sua famiglia vengono a mangiare tutti i giorni la nostra frittura al metro.

Tanto cresce l’affetto per questa famiglia che l’ultimo giorno di permanenza a Guardia mi invitano a trascorrere le vacanze a casa loro in Spagna.

Ed è proprio così che ora, mentre scrivo, mi trovo a Valencia ospite nella casa di Esteban.

Lui grande amante del cibo, ci prepara per pranzo la famosissima Paella valenciana e mentre la prepara mi racconta un po’ le origini di questo piatto.

Diversamente da quanto si pensa, la paella è il piatto che apparteneva alla cucina umile popolare.

Anticamente la raccolta del riso veniva fatta a mano da gruppi di contadini e spesso per farli recuperare le forze, c’era bisogno di un piatto completo ricco di proteine accompagnato sempre da un detto che Esteban mi recita allegramente a memoria:

Trabaja como si tuvieras que vivir siempre, y come como si tuvieras que morirte mañana

“Lavora come se dovessi vivere per sempre e mangia come se dovessi morire domani.”

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La tradizione vuole che la paella venga cucinata all’aria aperta e possibilmente con legna d’arancio ( facile da trovare a Valencia). La legna d’arancio, oltre a dare un buon aroma, permette di mantenere una temperatura costante del fuoco visto che la preparazione richiede diverse regolazioni di calore.

Il nome originario del piatto era “riso alla valenciana” veniva preparato con ingredienti semplici e di uso comune, inizialmente solo con carne di coniglio e pollo poi successivamente si arricchisce di altri ingredienti fino a diventare la paella che oggi conosciamo.

Il nome del piatto “paella” deriva dal contenitore (la padella) che viene utilizzato.

paella-miramare-guardia-piemontese

Inutile dire che mi sono affezionato fin troppo a questo piatto da decidere di ripresentarlo nel mio menù. Agli ingredienti di Esteban ho voluto aggiungere un po’ della mia Calabria. Volevo che racchiudesse all’interno i sapori del mondo, di due culture che armoniosamente si incrociano. Così ho messo dentro : zafferano, pollo, salsiccia, piselli, gamberi, cozze e molluschi.

 

La paella non è semplicemente un piatto. E’ il piatto della tavolata delle riunioni di famiglia o nel nostro caso è il piatto di un’amicizia!

Se hai voglia di un piatto sfizioso, un sapore deciso e la bellezza dei colori … non ti resta che deliziarti della nostra paella Miramare unica in sapore grazie alla fusione di tradizioni, innovazioni e passione per l’arte della cucina.

 

 

 

2018-03-29T11:17:04+01:00 29 Marzo 2018|Curiosità|0 Commenti

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