I Cuddrurieddri – le nostre tradizioni

I cuddruiaddri, come adoriamo chiamarli noi cosentini, sfidando anche gli stessi calabresi, sono una di quelle pietanze che è stata tramandata di generazione in generazione.

Risalgono ad un’epoca in cui la felicità la si poteva percepire anche in un semplice impasto di acqua farina e sale.

Tempi i cui se di solito le pietanze a base di carne erano un lusso,   durante l’inverno lo erano ancora di più. Nonostante la scarsità e i   periodi di crisi, le nostre nonne riuscivano ad ovviare alle ristrettezze   alimentari con fantasia e creatività, tirando fuori pasti semplici e veloci   capaci di portare ed infondere allegria ad ogni boccone.

Ecco perché tra poco ti svelerò il segreto non solo per dei cudduriaddri   a regola d’arte ma ti affiderò la ricetta perfetta da sfoggiare come   un’arma segreta per i tuoi ospiti se

-non hai molto denaro
-non hai tempo
-non hai molti ingredienti a casa

Prima di tutto questo però, ci tengo a spiegarti perché per noi cosentini era un dovere morale dargli un nome così semplice ed armonioso 😁

Quelli che noi oggi conosciamo come “cuddurieddri” trovano origine etimologia nella lingua greca κολλύρα (kollura) . Il nome “cullura” che significa ‘corona’ ricorda la forma della pietanza di forma sferica con uno spazio vuoto all’interno. La pietanza poi è stata adottata da diverse regioni meridionali prendendo nomi e composizioni rispettivamnete differenti. C’è chi ha deciso di chiamarla collura, chi coddura, chi ciambella… noi abbiamo deciso di battezzarlo in modo molto chiaro e fluido: semplicemente “cuddurieddru”.

Alcuni filologi stanno studiando per i inserire il termine tra gli scioglilingua più complessi. Ma questo è un’altra storia…

Ora veniamo a noi!
Qui sotto troverai la ricetta che il nostro chef ha gentilmente deciso di condividere con te! MA ANCORA PRIMA…
ti lascio a questo capolavoro di rima baciata che ho trovato sul web

“É quasi rutunnu ed é dorata,
si mangia a vijilia da ‘Mmaculata,
po essa certe vote d’uagliu ‘nzivatu
ma u sapuri delizia tuttu u palatu….
Senza nente é davero cosa beddra,
ma ccu l’alici diventa vecchiareddra!
Farina e patate ammassate a puntino,
a morte sua é ccu nu bicchiari i vino!
Crespelle, ciambelle,o atri numi strani,
ma cca si sbagli ti ciuncanu i mani…
Cumu u chiamano fora ti frichi d’iddri,
ma cca a Cusenza, su i CUDDRURIADDRI “
Grazie al (nostro) poeta Alessandro Augieri

 

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RICETTA
Di cosa avrai bisogno:
1 kg di farina 00
250 gr di patate lessata
500ml di acqua tiepida
25 gr di lievito di birra
10 gr di sale
Olio quanto basta

 

 

PROCEDIMENTO

Versa la farina su una spianatoia (timpagnu)
Crea la classica fontana.
All’interno della fontana, disponi le patate precedentemente lesse e schiacciate.

Versa in un contenitore l’acqua tiepida aggiungendo il lievito sbriciolato.
Mescola il tutto bene.
Inizia ad impastare versando man mano tutta l’acqua del contenitore.
Una volta impastato aggiungi il sale al centro, poi prosegui ad impastare energicamente per 10 minuti aggiungendo farina in caso di bisogno.

Una volta ottenuto un impasto omogeneo e non troppo molle, lascia lievitare in un luogo caldo, magari coprendo il contenitore con l’impasto con una coperta di lana (la manta) per almeno 2 ore, fino a quando l’impasto non sarà raddoppiato.
Successivamente, riprendi l’impasto e forma un filone lungo. Taglia delle porzioni da 100 gr e lavorale in modo da formare dei panetti tondi.
Disponi i panetti distanti fra di loro e lasciali lievitare per circa 1 ora. Durante quest’ora di lievitazione il volume dell’impasto aumenterà ancora.
Nel frattempo versa l’olio abbondante per evitare che i cuddrurieddri tocchino il fondo ( si consiglia olio di oliva) in una padella alta e  porta ad ebollizione il tutto (170°-190°)

Prima di immergere i panetti nell’olio, crea ad arte il “cuddrurieddru” facendo un buco al centro del panetto e lavorandolo con le mani. (Bagna le mani di olio per evitare che l’impasto si attacchi alle mani)
Prima di toglierli dalla padella, assicurarati che siano ben dorati  (2-3 minuti).
Falli sgocciolare sulla carta assorbente in modo che il cuddurieddru rimanga asciutto al punto giusto.

Fatto ciò i tuoi cuddrurieddri sono pronti per essere gustati!!!

MI RACCOMANDO, INVIACI TUA RICETTA DI CUDDURIADDRI, FOTO E FACCI SAPERE LA TUA ESPERIENZA!!!

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2017-12-15T14:39:12+01:00 30 Novembre 2017|Curiosità|0 Commenti

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